PAURA, EH? – CANDYMAN

Candyman. Candyman. Candyman. Candyman….
Ripeti il suo nome un’ultima volta ancora di fronte allo specchio, e LUI verrà a prenderti.
Leggende metropolitane. Storie bizzarre e curiose che circolano di bocca in bocca acquistando sempre più credibilità. Per il ciclo Paura, eh? questo venerdì alle 23.00 Cult ci propone l’incubo sub-urbano del regista Bernard Rose: Candyman: terrore dietro lo specchio (1992) , tratto da un racconto di Clive Barker (titolo originale The forbidden), che ha partecipato al film anche in veste di produttore.
Horror maledettamente sottovalutato che anticipa molte delle fobie e dei terrori che si annidano nel tessuto sociale, e che verranno affrontati nel corso degli anni ’90 dal cinema di genere con risultati spesso mediocri (vedi Urban Legend, o il più recente The Village), Candyman racconta il viaggio all’inferno di Helen (Virginia Madsen) , una ricercatrice universitaria impegnata in una tesi di laurea sulla leggenda di un pittore nero, figlio di uno schiavo arricchito, che nell’epoca degli scontri razziali venne brutalmente torturato, fatto dilaniare dalle api e poi messo al rogo solo per essersi innamorato della donna sbagliata: una ragazza bianca.
Un inferno, quello che Helen si trova ad attraversare, che prende il nome di Cabrini-Green : il ghetto più malfamato e dimenticato di Los Angeles; il “buco nero” della metropoli. E’ in questo contesto di emarginazione sociale e di violenza che la leggenda di questo “uomo nero” prende vita, insediandosi come un morbo nell’immaginario collettivo, e dilaniando con il suo uncino affilato chiunque osi evocarlo. Ma la paura è uno sciame di api assassine che risponde al richiamo di una sola Regina, ed Helen scoprirà in breve tempo di essere destinata a diventare lei stessa Regina.
Realtà o fantasia? Psicosi collettiva o Paura fondata? O entrambe queste verità? La paura come inevitabile conseguenza di un disagio sociale; il terrore del diverso come strumento indispensabile per la sopravvivenza del singolo in un mondo ostile e indecifrabile; il desiderio perverso di abbandonarsi alla volontà di un’entità primitiva e crudele che risiede dentro di noi, celata al di là del nostro riflesso nello specchio.
Candyman è lì per ricordarci che i Mostri esistono.
Aspettano solo di essere evocati.
… Candyman.
Claudio Futmani




