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	<title>CULT - Sky Canale 319</title>
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	<description>CULT - Sky Canale 319, cinema, documentari e cortometraggi di qualità</description>
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		<title>UNITED 93 – Quando il cinema racconta la realtà</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 07:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un giorno di 9 anni fa si perse d’un tratto il controllo degli spazi aerei americani. Da terra ci misero molto, troppo, per capire cosa stesse succedendo. Intanto aumentava il numero dei voli fuori traccia, le rotte saltavano, alle continue&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno di 9 anni fa si perse d’un tratto il controllo degli spazi aerei americani. Da terra ci misero molto, troppo, per capire cosa stesse succedendo. <span id="more-2073"></span>Intanto aumentava il numero dei voli fuori traccia, le rotte saltavano, alle continue notizie contrastanti si affastellavano vaghe supposizioni in ordine sparso. Iniziò a profilarsi uno scenario apocalittico: era l’<strong>11 settembre 2001</strong>.</p>
<p>3 aerei si sarebbero presto schiantati contro gli obiettivi prestabiliti. Un quarto rimaneva ad alta quota. Cresceva la certezza di un altro dirottamento:  era il volo <strong>United 93</strong>. Questo splendido e poco conosciuto film ne racconta la storia.</p>
<p>Una storia tutta giocata tra la torre di controllo, la cabina di pilotaggio, i passeggeri e il punto di vista dei terroristi: tutti vittime e protagonisti degli eventi.</p>
<p>Eventi troppo noti per poterli ormai giudicare o “sentire” con freschezza e lucidità. E il merito del film è proprio quello di farceli rivivere come se fosse la prima volta, restituendocene il respiro vero, drammatico, teso,con i loro tempi morti, le attese, ma anche la frenesia, l’ansia, il sovrapporsi di voci, rumori, punti di vista, al punto da farci dire, per una volta a ragion veduta, che “sembra davvero di essere lì”.</p>
<p>Il film, con grande realismo documentaristico e capacità di racconto, mette insieme le informazioni e i tasselli di quella serie di “incidenti” e malintesi che permisero al piano terroristico di compiersi. E descrive le dinamiche fisiologiche di una normale giornata di traffico aereo dove le considerazioni, le decisioni, la razionalità e i tempi di reazione di tutti saltarono davanti ad una situazione così imprevedibile (dove vanno questi aerei? che succede a bordo? quanto aspettare per lanciare l’allarme? cosa fare dopo?).</p>
<p>Come imprevedibile e incredibile fu la reazione dei passeggeri davanti al dirottamento del loro aereo.</p>
<p>Non fosse una storia vera, sembrerebbe l’improbabile trama di un action-thriller di Hollywood.</p>
<p>Caratteristiche che troviamo lungo la breve ma già fulminante e ricca carriera del regista <strong>Paul Greengrass</strong>: non un semplice benché accuratissimo esecutore di storie altrui, ma un vero e proprio autore. Che negli anni non ha mai perso il suo stile di regia nervoso e sporco, neanche nei suoi successivi film hollywoodiani.</p>
<p>Dal suo impressionante esordio con <strong>Bloody Sunday</strong>, sulla Domenica di Sangue nella Belfast degli anni ’70, fino al recentissimo <strong>The Green Zone</strong>, storia di spionaggio, guerra e politica sullo sfondo dell’Iraq occupato, dove suggellava il suo connubio con <strong>Matt Damon</strong> dopo gli ottimi <strong>The Bourne Supremacy</strong> e <strong>The Bourne Ultimatum</strong>, veri e proprio manifesti anti-<strong>James Bond</strong>, tutti camera a mano, eroi umanizzati e scene memorabili (quella della stazione di Londra, vera lezione di regia, montaggio e cervello).</p>
<p>Uno che, fondamentalmente, usa il cinema per immergerci nelle fibre nervose di una realtà fatta di diversi punti di vista, dove al centro ci sono sempre i personaggi che la animano e insieme la compongono.</p>
<p>In fondo un vero “umanista”.</p>
<p>E’ per questo che abbiamo deciso di ricordare quel giorno con uno come lui, che sa fare cinema e non si accontenta di dirigere delle storie, che sa raccontare al pubblico ma ha anche qualcosa da dire.</p>
<p>E sa come mostrarlo.</p>
<p>Luca Piccirilli</p>
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		<title>Mare Dentro &#8211; martedì 7 settembre alle 21.00</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 07:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Una libertà che elimina la vita non è libertà”
“E una vita che elimina la libertà non è vita”
Una stanza, un letto, una finestra sono l’universo in cui Ramón Sampedro (Javier Bardem), costretto ad una totale immobilità, trascorre la&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Una libertà che elimina la vita non è libertà”</em></p>
<p><em>“E una vita che elimina la libertà non è vita”<span id="more-2080"></span></em></p>
<p>Una stanza, un letto, una finestra sono l’universo in cui Ramón Sampedro (Javier Bardem), costretto ad una totale immobilità, trascorre la vita e nel quale ruotano le persone che lo amano e che lo curano: Manuela (Mabel Rivera), la cognata che lo accudisce come un figlio, Rosa (Lola Dueñas) che si innamora di lui e Julia (Belén Rueda), di cui lui si innamora. Un microcosmo che pullula di enormi formiche che aiutano Ramón a vivere e che lui vorrebbe l’aiutassero a morire. “Mare dentro” è la storia vera di un uomo che chiede di morire con dignità, delle persone che lo appoggiano, di quelle che lottano per dissuaderlo perché “la vita è molto di più” e di quelle che semplicemente lo amano.</p>
<p>Con realismo e con poesia il regista cileno Alejandro Amenábar racconta una storia difficile, fatta di scelte definitive, dei perché e dei ma che si intrecciano spesso senza lasciare una risposta che possa essere vera, universale, ammesso che possano esistere risposte vere ed universali. Lo fa narrando i sogni che sollevano in volo il protagonista e lo adagiano accanto alla donna che ama, per poterla toccare, per camminare con lei, poi riapre gli occhi riconducendo alla infinita quotidianità fatta di Manuela e Rosa che si contendono le cure, di un nipote un po’ tonto, di un padre si esprime solo due volte, perché “domani piove” e perché &#8220;una cosa sola è peggiore della morte di un figlio… che voglia morire&#8221;  e anche di battaglie legali affrontate con fierezza e con tenacia e di libri scritti per raccontare al mondo qualcosa che il mondo di solito non ha voglia di conoscere.</p>
<p>Nel 2004 “Le invasioni barbariche” di Denis Arcand si aggiudica l’Oscar per miglior film straniero, nel 2005, se “Million Dollar Baby” di Clint Eastwood conquista 4 statuette, “Mare Dentro” ne vince 2 (anche qui una per miglior film straniero) e conquista Venezia e, mentre al Lido nuovi “Leoni” vengono eletti, Cult vi propone una visione di questo, più “ruggente” che mai,  per il ciclo &#8220;Arrivano i leoni&#8221;:  <strong>Mare Dentro, martedì 7 settembre alle 21.00</strong>.</p>
<p>Donatella De Panfilis</p>
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		<title>Una relazione privata &#8211; martedì 7 settembre alle 01.10</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 07:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina</dc:creator>
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Venezia 1999, 56° mostra d’arte cinematografica di Venezia, ben undici anni fa. Il film evento è l’ultima opera postuma di Stanley Kubrick: Eyes wide shut. Nessuno al Lido, me compreso, perde l’occasione di vedere&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il ciclo &#8220;arrivano i leoni&#8221;.</p>
<p>Venezia 1999, 56° mostra d’arte cinematografica di Venezia, ben undici anni fa. Il film evento è l’ultima opera postuma di Stanley Kubrick: <strong><em>Eyes wide shut</em></strong>. <span id="more-2107"></span>Nessuno al Lido, me compreso, perde l’occasione di vedere in anteprima un film tanto importante. La mattina che non riesco ad entrare nella sala affollata dai seguaci di Kubrick, mi ritrovo per caso  in quella dove proiettano <strong><em>Une Liaison pornographique</em></strong>, titolo originale di <em>Una relazione privata</em>. Sorpresa: il film di Frédéric Fonteyne, regista belga fino ad allora sconosciuto, è una vera opera d’autore, di cui nessuno sospettava. Interpretato da due attori poco noti: la protagonista Nathalie Baye, che vince nel concorso veneziano la coppa Volpi come migliore attrice; l’interprete maschile Sergi López,<strong> </strong>che rimane impresso soprattutto al pubblico femminile per la dolcezza e la virilità del suo personaggio. Il regista si fa notare dal pubblico dei cinefili, anche se poi non sono usciti molti suoi film. Lo sceneggiatore Philippe Blasband, riesce a scrivere una storia geometrica, quasi un teorema, sui sentimenti amorosi. Una in più, che aggiunge però qualcosa di nuovo e non scontato.</p>
<p>Lui e Lei, senza nome e senza storia, si raccontano individualmente ad un intervistatore/confessore invisibile, una voce fuori campo, come in un’intervista sociologica. Una rievocazione a due voci, femminile e maschile: due visioni della stessa storia, che non sempre coincidono. Non sappiamo quanto tempo sia passato, ma di sicuro il giusto per privare i ricordi di rancori o malesseri. Siamo a Parigi e i due protagonisti si incontrano, grazie a una rivista specializzata, per soddisfare una reciproca fantasia sessuale. Si danno appuntamento in un bar tipicamente parigino, parlano dandosi del lei e poi subito dopo, senza preamboli, si ritrovano in una camera d’albergo, per appagare il loro desiderio. I colori dei corridoi ricordano l’albergo di <strong><em>In the mood for love</em></strong> di Wong Kar-Wai,che uscirà l’anno successivo. Non aspettatevi scene di sesso scabroso. A dispetto del titolo originale, non c’è nulla di pornografico: la porta della camera si chiude davanti ai nostri occhi e nessuno dei due racconterà mai quello che succede là dietro. Siamo vicini alle atmosfere di <strong><em>Ultimo tango a Parigi</em></strong>, ma senza il clima esistenzialista/pessimista del film di Bertolucci. I due protagonisti sono felici e soddisfatti ma l’amore ci mette lo zampino. Un giorno decidono di non fare solo sesso come normalmente succedeva. Così si intromette fra  loro un sentimento non previsto e non calcolato. La precisione cadenzata dei loro incontri settimanali viene incrinata e messa in pericolo dalla forza emotiva e dalle pulsioni dei loro cuori. Solo ora ci è concesso scoprire cosa succede sotto le loro lenzuola. L’unica sequenza erotica del film è girata come fosse il vero primo incontro, nonostante i loro corpi si erano già conosciuti. Capiscono che sono attratti non solo dal puro piacere sessuale. Si manifesta la paura della scomparsa improvvisa (non siamo ancora nell’epoca di Face book e non è facile rintracciarsi di nuovo): in una delle sequenze più riuscite del film, Lui insegue Lei nella metropolitana, per non perderne le tracce. Poi il loro universo privato viene bruscamente invaso dalla realtà, tramite la storia di un anziano signore, che si rifugia nello stesso albergo dei loro incontri, lontano dalla moglie. Non si può raccontare oltre, ma per vedere una delle più originali e commoventi dichiarazioni d’amore dovrete continuare a seguire la loro vicenda. Il segreto di che cosa facessero durante i loro incontri sessuali resta tale, ma scoprirete che non si rimane frustrati. Nel frattempo i protagonisti ci hanno fatto partecipi di qualcosa di ancora più pornografico o privato: i ricordi intimi del loro incontro amoroso, intensi e veri come nessun racconto cinematografico può fingere di fare.</p>
<p>Andrea Marinari</p>
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		<title>United 93</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 07:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina</dc:creator>
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Giovedì 9 settembre alle 21.00 la storia vera del quarto aereo dirottato l&#8217;11 settembre 2001.
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<p>Giovedì 9 settembre alle 21.00 la storia vera del quarto aereo dirottato l&#8217;11 settembre 2001.</p>
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		<title>Il giorno del matrimonio</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 07:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina</dc:creator>
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Buona&#8230;]]></description>
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<p>Dopo una notte d&#8217;amore, un uomo lascia il suo letto e una bella ragazza, dicendo che deve andare a sposare una donna, e che è il suo primo matrimonio. Il senso della frase non è quello che sembra&#8230;</p>
<p>Buona visione con i corti CULT!</p>
<p>Marina Salzano</p>
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		<title>Un posto in prima fila</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 07:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina</dc:creator>
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L&#8217;amore per il cinema celebrato da un gruppo di bambini che, a turno, si contendono ogni giorno l&#8217;unico biglietto per il film.
Buona visione con i corti CULT!
Marina Salzano
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<p>L&#8217;amore per il cinema celebrato da un gruppo di bambini che, a turno, si contendono ogni giorno l&#8217;unico biglietto per il film.</p>
<p>Buona visione con i corti CULT!</p>
<p>Marina Salzano</p>
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		<title>L’onda &#8211; Genesi di una dittatura</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 07:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Può succedere ancora?”. 
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“<em>Può succedere ancora</em>?”. <span id="more-286"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questa la domanda che un professore qualunque di un liceo qualunque nella Germania di oggi pone ai suoi studenti. Per una settimana il <strong>professor Wenger</strong> diventerà il <strong>Signor Wenger</strong>, la sua classe dovrà conformarsi ad un codice di abbigliamento, seguire rigide regole disciplinari, rispettare un ordine gerarchico ed isolare chiunque si opponga.</p>
<p style="text-align: justify;">Ben presto da esperimento pedagogico, il gioco di ruolo esce dalle mura scolastiche e si propaga irrefrenabile come una valanga, trasformandosi in un movimento neonazista: l’onda. Un simbolo, un saluto, una camicia bianca ma, soprattutto, la sicurezza offerta dall’appartenenza ad un gruppo, ad un’entità con uno scopo comune che legittima ogni atto. Ispirata all’esperimento realmente condotto dal <strong>Prof. William Ron Jones</strong> nel <strong>1967</strong> a <em>Paolo Alto</em>, <em>California</em>, la vicenda rilegge la genesi di una dittatura eleggendone a protagonisti gli adolescenti berlinesi di oggi, col loro bagaglio di noia e di incertezze che li spinge ad afferrare la prima occasione di riscatto proposta e a seguirne il ritmo incalzante: l’<strong><em>Onda</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Donatella De Panfilis</p>
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		<title>L&#8217;arte del playboy</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 07:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina</dc:creator>
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Un playboy, in fuga dopo una notte di sesso, incontra la figlia della sua ultima conquista…
Buona visione con i corti CULT!
Marina Salzano
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width='480' height='360'><param name='movie' value='http://fox.crosscast-system.com/swf/fox.swf' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='allowscriptaccess' value='always' /><param name='flashvars' value='config=http://fox.crosscast-system.com/swf/skin.ashx?v=bb548984-c0d2-4793-8697-f633229d486c' /><embed type='application/x-shockwave-flash' width='480' height='360' src='http://fox.crosscast-system.com/swf/fox.swf' flashvars='config=http://fox.crosscast-system.com/swf/skin.ashx?v=bb548984-c0d2-4793-8697-f633229d486c' allowscriptaccess='always' allowfullscreen='true' /></object></p>
<p>Un playboy, in fuga dopo una notte di sesso, incontra la figlia della sua ultima conquista…</p>
<p>Buona visione con i corti CULT!</p>
<p>Marina Salzano</p>
]]></content:encoded>
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		<title>INTACTO – GIOCA O MUORI. QUESTA DOMENICA ALLE 21 SU CULT</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 07:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cult]]></category>
		<category><![CDATA[Domenica premieres]]></category>
		<category><![CDATA[intacto]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Carlos Fresnadillo]]></category>

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		<description><![CDATA[INTACTO – GIOCA O MUORI. QUESTA DOMENICA ALLE 21 SU CULT]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per il ciclo Cult Summer Festival, Cult vi propone il thriller metafisico di Juan Carlos Fresnadillo vincitore di 4 premi Goya e presentato nella sezione Settimana della Critica del Festival di Cannes.<span id="more-1382"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tomas, Federico Sam e Sara. Quattro persone accomunate da un sottile destino sospeso tra la vita e la morte: tutti e quattro sono sopravvissuti miracolosamente a terribili sciagure, e sono disposti a giocare in un casinò gestito da un personaggio inquietante dove è possibile scommettere clandestinamente su tutto, compresa la propria vita.</p>
<p style="text-align: justify;">In un’alternarsi di scene cariche di tensione, il regista spagnolo ci scaraventa in un baratro dove il confine tra l’ordine e il caos si fa labile, costringendo lo spettatore a chiedersi se vi sia un qualche tipo di disegno a tracciare il destino di chi vive e di chi muore, o se la nostra sopravvivenza o meno su questa terra sia totalmente affidata al caso. Cosa si è disposti a perdere per scoprire l’utilità o l’inutilità della propria esistenza? Cosa si è disposti a fare per mettere alla prova la fortuna?</p>
<p style="text-align: justify;">Non è la prima volta che il cinema di genere si pone questa domanda. Pensiamo solo a “<strong>Il Cacciatore</strong>” di Cimino, “<strong>13 Tzameti</strong>”, la saga di “<strong>Saw-l’enigmista</strong>”, fino al recente “<strong>Live! Ascolti record al primo colpo</strong>” : film dove l’esistenza umana dipende da un tamburo che spara alla luce di una lampadina che si accende. La biglia di metallo gira nel tamburo della roulette, e noi povere anime siamo lì a pregare di aver fatto la puntata giusta. Questo sembra volerci raccontare Fresnadillo, quando ci mostra i suoi giocatori correre bendati e con le mani legate nel bosco, sfiorando i tronchi degli alberi come si sfiora ogni giorno un tragico destino.</p>
<p style="text-align: justify;">Claudio Futmani</p>
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		<title>PAURA EH? I RACCONTI DELLA CRIPTA: IL CAVALIERE DEL MALE</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 07:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Jada Pinkett Smith]]></category>
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		<category><![CDATA[William Sadler]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ horror torna su Cult domenica 22 Agosto alle ore 23.00 con il ciclo “Paura, eh?” che ci presenta Il Cavaliere del Male, horror della serie “I Racconti della Cripta” ispirata ai fumetti degli anni ’50 della Entertaining Comics di&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’ horror torna su Cult domenica <strong>22 Agosto alle ore 23.00</strong> con il ciclo “Paura, eh?” che ci presenta <strong>Il Cavaliere del Male</strong>, horror della serie “<strong>I Racconti della Cripta</strong>” ispirata ai fumetti degli anni ’50 della Entertaining Comics di William Gaines.</p>
<p>Brayker (<strong>William Sadler</strong>) è in fuga braccato da un misterioso personaggio senza nome (<strong>Billy Zane</strong>), intenzionato a tutti i costi a impadronirsi di un oggetto in suo possesso. Una notte, Brayker trova rifugio in uno sperduto hotel ricavato da una vecchia chiesa e insieme agli ospiti dovrà resistere all’assedio delle forze del male.</p>
<p>Girato nel 1995, un anno prima dell’acclamatissimo <em>Dal tramonto all’alba</em> di Quentin Tarantino, <em>Il cavaliere del Male</em> ne anticipa molti temi, primo fra tutti l’assedio a cui sono sottoposti i protagonisti nella disperata ricerca di salvare l’intera umanità ed è un’autentica chicca per gli amanti dell’horror, sia per gli appassionati dello splatter sia per chi ama il soprannaturale. I due elementi sono, infatti, dosati alla perfezione, con una spruzzata di humour caratteristico della serie de “I Racconti della Cripta” che si alterna ad abbondanti fiumi di sangue. Durante l’ora e mezza abbondante non ci si annoia mai, lo spettatore è immediatamente gettato nella mischia, o meglio dentro questo alberghetto in cui mostri e demoni stanno lì pronti a fare a pezzi i malcapitati eroi. Molto belli i brevi ma intensi flashback che ci spiegano la genesi del film e l’importanza che ricopre la reliquia che Brayker difende.</p>
<p>Menzione d’onore per gli attori, su tutti Jada Pinkett Smith (moglie di Will Smith) e uno strepitoso Billy Zane nella parte del Cattivo, diabolico e tentatore come solo il demonio in persona potrebbe essere.</p>
<p>Marcello Gagliani</p>
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